Autismo e Empatia
Perché non è mancanza, ma un modo diverso di sentire
Uno degli stereotipi più resistenti sull’autismo è che le persone autistiche non provino empatia
Niente di più lontano dalla realtà.
La scienza — e l’esperienza clinica quotidiana — mostrano esattamente il contrario:
le persone autistiche provano empatia profonda, spesso intensa, a volte travolgente.
Semplicemente la esprimono in modo diverso.
Comprendere questa differenza cambia tutto: le relazioni, l’autostima, la percezione sociale.
Autismo ed empatia: una questione di linguaggi
L’empatia non è un singolo processo:
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c’è l’empatia emotiva (sentire ciò che l’altro sente),
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l’empatia cognitiva (comprendere la prospettiva dell’altro),
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e l’empatia espressiva (mostrarla in modo legato alle norme sociali).
Le persone autistiche spesso:
✨ sentono molto (empatia emotiva forte)
✨ faticano a interpretare segnali sociali non verbali (empatia cognitiva)
✨ esprimono l’affetto in modi diversi (empatia espressiva)
Non è mancanza.
È asimmetria di linguaggi.
“Io sento troppo”: l’empatia emotiva nelle persone autistiche
Molte persone autistiche riferiscono:
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emozioni intense,
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commozione facile,
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ipersensibilità alla sofferenza altrui,
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difficoltà a staccarsi da ciò che sentono.
È l’opposto dell’insensibilità: è troppa sensibilità.
Questa intensità emotiva può portare a:
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sovraccarico,
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shutdown,
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difficoltà di regolazione,
come abbiamo visto negli articoli Social Hangover e Autismo e Autismo e percezione sensoriale.


