Twice-exceptionality

Alcune persone, pur avendo un’intelligenza superiore alla media, vivono anche caratteristiche che complicano il loro percorso scolastico o professionale.
È il caso della twice-exceptionality, o doppia eccezionalità
Plusdotazione e frustrazione

La plusdotazione è spesso vista come un dono, un talento che apre strade privilegiate nello studio e nella vita.
In realtà, dietro alle capacità cognitive elevate si nascondono anche difficoltà meno conosciute.
Plusdotazione e ansia

La plusdotazione significa avere un pensiero rapido, creativo, capace di collegamenti inaspettati. Ma questa stessa intensità cognitiva può trasformarsi in vulnerabilità emotiva.
Plusdotazione e solitudine

La plusdotazione non è soltanto una questione di quoziente intellettivo elevato. Essere “gifted” significa avere capacità cognitive sopra alla norma, ma anche vivere sfide spesso invisibili agli occhi dei normotipici. Una delle più frequenti è la solitudine: molti bambini, adolescenti e adulti con plusdotazione raccontano di sentirsi isolati, incompresi o “fuori posto”.
Plusdotazione e relazioni

Se ti dicono che “sei freddo” o “troppo logico”, può non essere la fotografia giusta. Nella plusdotazione la mente corre veloce, collega, sintetizza. Ma questo non esclude l’intensità emotiva, anzi: spesso la amplifica. La differenza è nel ritmo.
Plusdotazione e noia

La plusdotazione non è solamente capacità di risolvere equazioni o scrivere saggi brillanti: è uno stile cognitivo che pretende sfide continue e profondità di stimoli.
Plusdotazione e autosabotaggio

“Se non posso farlo perfetto, meglio non farlo affatto”. È un pensiero ricorrente tra molte persone plusdotate.
Il risultato? Idee che restano nel cassetto, esami rimandati, carriere che partono a singhiozzo. Questo paradosso si chiama autosabotaggio da perfezionismo ed è uno dei vissuti emotivi più faticosi per chi possiede un alto potenziale cognitivo.
Plusdotazione e intensità emotiva

Essere plusdotati non significa solo avere un alto quoziente intellettivo. Significa, molto spesso, vivere con una mente che corre veloce, che analizza tutto nei minimi dettagli, che collega concetti a una velocità sorprendente. Ma significa anche, per molte persone plusdotate, sentire ogni emozione in modo amplificato. In questo articolo esploriamo il legame tra plusdotazione e intensità emotiva, una combinazione spesso invisibile ma profondamente impattante sulla vita quotidiana.
Plusdotazione e pensiero visivo

Chi è plusdotato spesso pensa in modo diverso. Ma “diverso” non significa solo più veloce, logico o razionale.
Spesso, i bambini e gli adulti plusdotati riferiscono di “vedere” il pensiero: concetti che si trasformano in immagini mentali, soluzioni complesse che si presentano come schemi o sequenze visive.
Plusdotazione e solitudine

Chi vive con plusdotazione cognitiva spesso si sente un passo avanti, ma raramente compreso. A scuola, al lavoro, nelle relazioni quotidiane, le persone plusdotate possono trovarsi in difficoltà non tanto per ciò che non capiscono, quanto per il contrario: capiscono troppo, troppo in fretta, e questo può generare un senso di isolamento profondo.