Mindwandering

Mindwandering

Cosa succede quando la mente vaga

Ti è mai capitato di leggere una pagina di un libro e renderti conto di non aver assimilato nulla? Oppure di essere in una conversazione e, all’improvviso, accorgerti che la tua mente è andata altrove?

Questo fenomeno si chiama mindwandering, ovvero il vagare della mente.

Cos’è il mindwandering?

Il mindwandering si verifica quando la nostra attenzione si sposta involontariamente da ciò che stiamo facendo a pensieri interni, spesso non connessi al momento presente. Il Mindwandering è un’esperienza comune e avviene più spesso di quanto immaginiamo.

Uno studio* condotto da Sidney D’Mello dell’Università del Colorado Boulder ha rilevato, tramite un software chiamato GuruTutor, che gli studenti tendono a distrarsi tra il 20% e il 25% del tempo durante l’apprendimento.

Perché la mente vaga?

Il vagare della mente non è necessariamente un problema. La ricerca neuroscientifica suggerisce che il mindwandering è associato all’attivazione della Default Mode Network (DMN), una rete di aree cerebrali coinvolte nei processi di pensiero autoriflessivo, creatività e memoria autobiografica. Le cause principali del mindwandering includono:

  • Sovraccarico cognitivo: Quando siamo impegnati in compiti monotoni o poco stimolanti, la mente cerca stimoli alternativi.
  • Ansia e stress: Pensieri legati a preoccupazioni personali possono facilmente distogliere l’attenzione dal presente.
  • Associazioni tra idee: Il mindwandering è spesso associato a intuizioni improvvise e a connessioni inaspettate tra idee diverse.
  • Fatica mentale: Quando il cervello è affaticato, è più difficile mantenere la concentrazione su un’unica attività.

Mindwandering e neurodivergenza

Il vagare della mente è particolarmente rilevante nelle persone neurodivergenti, come chi ha ADHD o plusdotazione cognitiva. Nel caso dell’ADHD, il mindwandering può essere più intenso e rendere difficile la gestione dell’attenzione. Per le persone ad alto potenziale cognitivo, invece, può essere una fonte inesauribile di creatività e innovazione.

Come gestire il mindwandering?

Se da un lato il mindwandering può essere utile, dall’altro è importante saperlo gestire per evitare che diventi un ostacolo. Ecco alcune strategie:

  • Creare momenti di pausa creativa: concedersi spazi di “pensiero libero” può aiutare a incanalare il mindwandering in modo costruttivo.
  • Scrivere un diario: annotare i pensieri ricorrenti può aiutare a comprenderli meglio e a liberarli dalla mente.
  • Migliorare la qualità del sonno: un cervello riposato è più capace di mantenere la concentrazione.
* Fonti

Stephen Hutt, Caitlin Mills, Nigel Bosch, Kristina Krasich, James Brockmole, and Sidney D’Mello. 2017. “Out of the Fr-Eye-ing Pan”: Towards Gaze-Based Models of Attention during Learning with Technology in the Classroom. In Proceedings of the 25th Conference on User Modeling, Adaptation and Personalization (UMAP ’17). Association for Computing Machinery, New York, NY, USA, 94–103. https://doi.org/10.1145/3079628.3079669

Imparare a comprendere come funziona la propria mente è essenziale per gestire il mindwandering.

Domande frequenti​

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Diamo la possibilità, a tua scelta, di organizzare sedute a distanza oppure in presenza.

I trattamenti farmacologici devono essere ritenuti necessari dai medici psichiatri della nostra equipe, con cui potrai svolgere una visita successivamente al completamente della diagnosi. Solo i nostri medici psichiatri possono prescrivere il trattamento farmacologico ADHD.

Risulta estremamente efficace poter coinvolgere il sistema relazionale con cui la persona si interfaccia nella sua quotidianità. In particolare offrire una mediazione tra le diverse figure che ruotano attorno al paziente, e che ne influenzano inevitabilmente lo stato psichico, si rivela molto funzionale.

La tariffa calmierata è dedicata a giovani di età compresa tra 18 e 30 anni.

Le sedute di psicoterapia costano 35 euro per gli under 30. Per gli adulti over 30 costano 75 euro.

Sì, è possibile. Informati bene rispetto a cosa richiede la tua assicurazione per poter rimborsare la spesa. Indicherai poi alla segreteria le voci da inserire in fattura, necessarie per farti ottenere il rimborso dall’assicurazione.

No. Puoi prenotare autonomamente una consulenza, uno screening o una diagnosi.

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