Plusdotazione e autosabotaggio

Plusdotazione e autosabotaggio

Quando la paura di fallire blocca il talento

“Se non posso farlo perfetto, meglio non farlo affatto”

È un pensiero ricorrente tra molte persone plusdotate.

Il risultato? Idee che restano nel cassetto, esami rimandati, carriere che partono a singhiozzo. Questo paradosso si chiama autosabotaggio da perfezionismo ed è uno dei vissuti emotivi più faticosi per chi possiede un alto potenziale cognitivo.

Quando il talento incontra l’intensità emotiva

Kazimierz Dabrowski parlava di overexcitabilities: ipersensibilità intellettiva, ma anche emotiva, sensoriale, immaginativa, psicomotoria. Nella vita di tutti i giorni significa:

  • analizzare ogni dettaglio mille volte;
  • sentire l’umore degli altri come fosse il proprio;
  • provare emozioni in modalità HD.

Questa intensità può alimentare la creatività, ma anche innescare un sistema d’allarme interno: e se non fossi all’altezza?

(Se ti ritrovi, leggi anche Pensare troppo, sentire tutto).

Pressioni esterne che portano all’autosabotaggio.

A scuola, in famiglia, sul lavoro il messaggio implicito è

“tu che sei così intelligente, riesci sicuramente”

La persona plusdotata interiorizza che l’errore non è ammesso. Ogni imperfezione diventa una conferma di non valere abbastanza.

Con il tempo questa tensione può sfociare in:

  • ansia sociale («Capiranno che non sono all’altezza»);
  • burnout intellettuale (esaurimento da sforzo cognitivo continuo);
  • ritiro o mascheramento, un meccanismo simile a quello delle persone autistiche che vivono il masking.

Plusdotazione, ADHD, autismo: zone di confine

Non di rado la plusdotazione convive con altre neurodivergenze.

Il pensiero velocissimo può sovrapporsi ai tratti dell’ADHD (distrazione, iperfocalizzazione) o dell’autismo (interessi ristretti, ipersensibilità sensoriale). Capire di quale combinazione si tratti è essenziale per costruire strategie efficaci e personalizzate.

“Qui entra in gioco perché richiedere una diagnosi di autismo o di altre neurodivergenze, anche da adulti: dare un nome ai propri vissuti e accedere a indicazioni basate su evidenze.”

Perché richiedere una valutazione?

Comprendere se si è plusdotati significa dare un nome a un vissuto spesso confuso, contraddittorio e difficile da comunicare. Vuol dire legittimarsi a sentire in modo diverso, ad avere un funzionamento particolare, e ad accogliere questa diversità come risorsa, non come difetto.

Nel nostro centro, ci occupiamo da anni di neurodivergenze, tra cui autismo, ADHD e plusdotazione, accompagnando le persone nel loro percorso di autoconoscenza.

Se ti stai chiedendo “a chi rivolgersi se si sospetta una forma di plusdotazione o autismo?”, possiamo aiutarti a orientarti.

Capire come funzioni e sfatare i falsi miti ti aiuterà a esprimere il tuo potenziale senza farti ingabbiare dagli stereotipi. Creare un ambiente che valorizzi il tuo modo di essere è la chiave per vivere in equilibrio con te stesso e con gli altri.

Domande frequenti​

Trova le risposte alle domande più frequenti.

Se hai ancora dubbi o domande, siamo a tua disposizione. Contattaci!

Il terapeuta viene selezionato sulla base delle competenze più adeguate per il trattamento della specifica sintomatologia e rimarrà costante per tutto il periodo del trattamento.

Risulta estremamente efficace poter coinvolgere il sistema relazionale con cui la persona si interfaccia nella sua quotidianità. In particolare offrire una mediazione tra le diverse figure che ruotano attorno al paziente, e che ne influenzano inevitabilmente lo stato psichico, si rivela molto funzionale.

Certo. Le prestazioni psicologiche sono spese sanitarie e pertanto detraibili in dichiarazione dei redditi.

I Professionisti selezionati vengono da un percorso di studi dedicato ed effettuano formazione ad hoc oltre ad una supervisione costante per garantire la massima qualità del servizio offerto.

Lavoriamo in particolare per fidelizzare i nostri Professionisti, garantendo anzitutto una remunerazione superiore al mercato, per garantirti la continuità del servizio.

La tariffa calmierata è dedicata a giovani di età compresa tra 18 e 30 anni.

Il percorso è composto da 4 incontri a cui si aggiunge un colloquio di terapia gratuito. La diagnosi non termina dopo questi incontri ma prevede, per chi è in terapia o una volta conclusa, un follow-up a distanza di 6 mesi.

Se da tempo sperimenti difficoltà che influenzano studio, lavoro, relazioni, organizzazione, gestione delle emozioni o della vita quotidiana, una valutazione psicodiagnostica può aiutarti a comprendere meglio il tuo funzionamento e individuare eventuali neurodivergenze come ADHD, autismo o plusdotazione.

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