Plusdotazione e noia

Plusdotazione e noia

«In classe mi annoio»: quando la plusdotazione fatica a scuola

La scena è comune: un ragazzo considerato “intelligentissimo” che dopo dieci minuti di lezione guarda fuori dalla finestra, disegna, smonta la penna. L’insegnante pensa la distrazione sia dovuta ad una mancanza di interesse oppure alla maleducazione. In realtà, la mente di quello studente sta correndo molto più veloce del ritmo dell’aula.

La plusdotazione non è solamente capacità di risolvere equazioni o scrivere saggi brillanti: è uno stile cognitivo che pretende sfide continue e profondità di stimoli.

Come vivono la scuola i plusdotati

Fin dalla primaria molti bambini plusdotati imparano più in fretta del gruppo. I contenuti che per gli altri sono nuovi, per loro diventano ripetizione dopo poche spiegazioni.

Nasce così un paradosso: il cervello plusdotato ricerca complessità, la scuola propone sequenze graduali pensate per la media della classe. L’anticipo crea vuoti di interesse e, con il tempo, scarsa abitudine allo sforzo vero perché l’apprendimento non chiede quasi mai energia.

Spesso questi studenti appaiono distratti, svogliati o addirittura oppositivi. In realtà stanno reagendo a una mancanza di nutrimento cognitivo.

Quando la curiosità rimane inappagata emergono irritabilità, perfezionismo e quel senso di inadeguatezza descritto nel nostro articolo sulla plusdotazione e auto sabotaggio.

Non basta “dare più esercizi”.

La mente plusdotata ha bisogno di scoprire connessioni, formulare ipotesi proprie, vedere l’uso reale della teoria.

Dove la scuola riesce a proporre progetti di arricchimento – laboratori di ricerca, lezioni capovolte, tutoraggio tra pari – l’interesse torna a illuminarsi. Dove non accade, crescono il ritiro sociale e, talvolta, sintomi di ansia o somatizzazioni.

Perché richiedere una valutazione?

Riconoscere la plusdotazione con una valutazione cognitiva completa apre la strada a percorsi personalizzati.

Anche gli insegnanti trovano strumenti per alternare spiegazioni lineari e approfondimenti verticali, evitando che l’alunno finisca etichettato come “problema disciplinare”.

E quando nel profilo emergono tratti comuni ad ADHD o autismo – ipersensibilità sensoriale, fatica organizzativa, frustrazione di fronte all’errore – la diagnosi combinata diventa ancora più preziosa, come abbiamo raccontato nel post su perché richiedere una diagnosi di autismo.

Il talento non teme lo sforzo, teme la noia. Una scuola capace di modulare il livello di sfida restituisce ai ragazzi plusdotati il piacere autentico di apprendere e, al contempo, li allena a tollerare la frustrazione che incontreranno fuori dall’aula.

Capire come funzioni e sfatare i falsi miti ti aiuterà a esprimere il tuo potenziale senza farti ingabbiare dagli stereotipi. Creare un ambiente che valorizzi il tuo modo di essere è la chiave per vivere in equilibrio con te stesso e con gli altri.

Domande frequenti​

Trova le risposte alle domande più frequenti.

Se hai ancora dubbi o domande, siamo a tua disposizione. Contattaci!

Risulta estremamente efficace poter coinvolgere il sistema relazionale con cui la persona si interfaccia nella sua quotidianità. In particolare offrire una mediazione tra le diverse figure che ruotano attorno al paziente, e che ne influenzano inevitabilmente lo stato psichico, si rivela molto funzionale.

I trattamenti farmacologici devono essere ritenuti necessari dai medici psichiatri della nostra equipe, con cui potrai svolgere una visita successivamente al completamente della diagnosi. Solo i nostri medici psichiatri possono prescrivere il trattamento farmacologico ADHD.

No. Puoi prenotare autonomamente una consulenza, uno screening o una diagnosi.

Diverse ricerche in ambito scientifico hanno rilevato tassi elevati di efficacia della psicoterapia online.

Tuttavia, per contrastare l’indebolimento dei rapporti umani, il ritiro sociale e la distanza fisica che la pandemia ha prodotto, presso il Centro Psicodiagnostico Italiano è caldamente promossa la presenza della persona in visita.

Ciò non toglie la possibilità di effettuare le visite online, ma tenute come seconda scelta.

Per contrastare la distanza interpersonale, per primi i professionisti della salute dovrebbero accorciare le distanze, sostenere la relazione di cura.

Certo. Le prestazioni psicologiche sono spese sanitarie e pertanto detraibili in dichiarazione dei redditi.

Se da tempo sperimenti difficoltà che influenzano studio, lavoro, relazioni, organizzazione, gestione delle emozioni o della vita quotidiana, una valutazione psicodiagnostica può aiutarti a comprendere meglio il tuo funzionamento e individuare eventuali neurodivergenze come ADHD, autismo o plusdotazione.

La tariffa calmierata è dedicata a giovani di età compresa tra 18 e 30 anni.

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