La diagnosi che ha dato un nuovo significato alla sua vita e alla sua musica
Sia, la celebre cantautrice australiana, è conosciuta per la sua voce inconfondibile e per brani che hanno conquistato le classifiche mondiali, come Chandelier e Cheap Thrills.
Dietro il successo, però, si nasconde una storia di resilienza e consapevolezza: solo in età adulta, Sia ha ricevuto una diagnosi di autismo. Una rivelazione che le ha permesso di comprendere meglio se stessa e di rileggere molte difficoltà del passato.
Questa storia si inserisce nel filone delle testimonianze di personaggi famosi neurodivergenti, come Anthony Hopkins e la sua diagnosi tardiva di autismo o Will.i.am e l’ADHD. Racconti che aiutano a diffondere consapevolezza e a mostrare che una diagnosi non è un limite, ma un punto di partenza.
Sia e la diagnosi di autismo come senso di liberazione
Sia ha dichiarato che la diagnosi le è arrivata in età adulta e che questo l’ha aiutata a “fare pace” con molti aspetti di sé che prima le sembravano strani o sbagliati, ma che ora interpreta come parte della sua natura.
Ha detto che fino a quel momento si sentiva spesso piena di segreti, “living in shame”, e che finalmente “sentirsi vista per ciò che sono” ha rappresentato un elemento chiave per vivere con autenticità.
L’infanzia e le difficoltà nascoste
Come molte persone autistiche, Sia ha raccontato di aver vissuto infanzia e adolescenza con la sensazione di essere “diversa” senza sapere perché. Faticava nelle relazioni sociali, aveva interessi ristretti e sperimentava una sensibilità emotiva e sensoriale molto marcata.
Senza una diagnosi, queste caratteristiche venivano spesso lette come fragilità o stranezze. Solo anni dopo ha potuto comprenderne il vero significato: erano parte della sua neurodivergenza.
La musica come linguaggio alternativo
Per Sia, la musica è stata il mezzo per esprimere ciò che le parole non riuscivano a dire.
Molte persone autistiche trovano sollievo e libertà creativa in linguaggi alternativi: l’arte, il disegno, la scrittura. La sua carriera ne è la prova: melodie intense, testi autentici e performance che hanno conquistato milioni di persone.
Questa forza creativa ricorda quanto accade anche in altre neurodivergenze: le persone ADHD spesso trasformano l’energia in slancio creativo (ne abbiamo parlato in ADHD e rifiuto della routine: perché mi annoio così facilmente?), mentre le persone con plusdotazione riescono a esprimere pensieri complessi in modi innovativi (approfondito in Neurodiversi al microscopio).
La diagnosi di autismo in età adulta
Ricevere una diagnosi di autismo da adulta ha cambiato la vita di Sia. Le ha permesso di dare un nome alle proprie caratteristiche, di smettere di sentirsi “sbagliata” e di accettarsi per ciò che è.
Molti adulti vivono la stessa esperienza: arrivano alla diagnosi dopo anni di dubbi, spesso a seguito di burnout, difficoltà relazionali o momenti di crisi.
Capire perché richiedere una diagnosi di autismo è fondamentale: non si tratta di un’etichetta, ma di uno strumento per conoscere meglio se stessi e trovare le strategie giuste per stare bene.
A chi rivolgersi se si sospetta autismo
Capire a chi rivolgersi se si sospetta autismo è il primo passo per dare un senso a quelle caratteristiche che per anni sono sembrate un peso.
Il Centro Psicodiagnostico Italiano offre valutazioni complete e personalizzate, con un’équipe specializzata in diagnosi di autismo negli adulti e nei giovani adulti.