Simone Biles e ADHD

Simone Biles e ADHD

La potenza di un corpo fuori dal comune

“Non mi vergogno della mia diagnosi”

Nel 2016, dopo un attacco hacker ai dati medici degli atleti olimpici, Simone Biles confermò pubblicamente di essere  ADHD. Invece di nascondersi, la ginnasta più titolata di sempre twittò:

“L’ADHD è parte di chi sono. Non mi vergogno e non dovresti farlo neppure tu.”

Da quel momento la campionessa è diventata un modello di empowerment neurodivergente: disciplina, iperfocalizzazione e potenza corporea che sfida la forza di gravità.

 I tratti ADHD che diventano risorse uniche

  • Hyperfocus in pedana che le permette routine da 1.600 giri al minuto.
  • Ricerca di stimoli costanti tanto da inventare salti che portano il suo nome (Biles I, II, III).
  • Impulsività controllata porta al coraggio di provare elementi mai eseguiti da altre ginnaste.

Questi aspetti rispecchiano ciò che abbiamo descritto in ADHD e creatività: la chiave è trasformare la ricerca di novità in performance.

Il rovescio della medaglia: ansia da prestazione e burnout

Nel 2021 Biles si ritirò da alcune finali olimpiche citando problemi di salute mentale. L’esperienza ha acceso i riflettori sulla relazione fra ADHD, ansia e “twisties” (disconnessione tra mente e corpo in volo). Approfondiamo il tema in ADHD e ansia.

Perché parlare di diagnosi (anche di autismo)

Biles mostra quanto sia potente conoscere il proprio funzionamento. Allo stesso modo, molte persone adulte scoprono solo tardi di essere autistiche. Ecco perché richiedere una diagnosi di autismo o ADHD non è etichettarsi, ma allenarsi con l’attrezzatura giusta.

“Non sai a chi rivolgerti se sospetti autismo o altre neurodivergenze? Rivolgiti a centri specializzati che somministrano test validati e seguono linee guida internazionali.”

Che cosa ci insegna Simone Biles

La storia di Simone Biles ci insegna che normalizzare la neurodivergenza abbatte lo stigma, che il corpo ADHD può trovare equilibrio in attività ad alta stimolazione e che anche chi arriva ai massimi livelli ha diritto a fermarsi e chiedere aiuto.

Domande frequenti​

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Certo. Le prestazioni psicologiche sono spese sanitarie e pertanto detraibili in dichiarazione dei redditi.

Sì, è possibile. Informati bene rispetto a cosa richiede la tua assicurazione per poter rimborsare la spesa. Indicherai poi alla segreteria le voci da inserire in fattura, necessarie per farti ottenere il rimborso dall’assicurazione.

Perché il sistema nervoso ADHD reagisce in modo più rapido e intenso agli stimoli. La rabbia non nasce “dal nulla”, ma da sovraccarico emotivo, attentivo o sensoriale.

Il terapeuta viene selezionato sulla base delle competenze più adeguate per il trattamento della specifica sintomatologia e rimarrà costante per tutto il periodo del trattamento.

I Professionisti selezionati vengono da un percorso di studi dedicato ed effettuano formazione ad hoc oltre ad una supervisione costante per garantire la massima qualità del servizio offerto.

Lavoriamo in particolare per fidelizzare i nostri Professionisti, garantendo anzitutto una remunerazione superiore al mercato, per garantirti la continuità del servizio.

Il Centro Psicodiagnostico Italiano offre servizi di tutoring rivolti agli studenti per aiutarli a organizzare il piano di studi e gestire i sintomi di distraibilità, mindwandering, disattenzione. Per scoprire il nostro servizio tutoring, compila questo form selezionando “Tutoring”.

La tariffa calmierata è dedicata a giovani di età compresa tra 18 e 30 anni.

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