Fear Of Missing Out – FOMO

Fear Of Missing Out - FOMO

La paura di perdersi qualcosa o di essere escluso da qualcosa

Ti è mai capitato di scorrere le foto di una cena e di desiderare di essere lì? E quando ti perdi un evento o un incontro, ti senti come se non fossi al corrente degli ultimi pettegolezzi e aggiornato sulle ultime notizie?

Se è così, potresti aver sperimentato la Fear Of Missing Out – FOMO, o “paura di perdersi qualcosa” o “paura di essere escluso da qualcosa”.

Tutti possono essere sopraffatti dalla paura di perdersi qualcosa o di essere esclusi, indipendentemente dal neurotipo.

Le popolazioni più vulnerabili a sperimentare la FOMO sono gli adolescenti, i millennials, le persone affette da depressione o ADHD e gli utenti abituali dei social media. Ma la FOMO – Fear Of Missing Out può anche essere un campanello di allarme che ti può aiutare a diagnosticare e prevenire patologie psicologiche.

Ecco i segnali più comuni di FOMO :

  1. tristezza o solitudine
  2. senso di insoddisfazione
  3. disforia sensibile al rifiuto
  4. eccessivo uso dei social media o degli smartphone
  5. incapacità di dire “no” o di declinare gli inviti
  6. ansia quando non si sa cosa fanno i tuoi amici
  7. paura che gli altri abbiano esperienze più soddisfacenti delle tue
  8. frustrazione o rabbia quando si perde un evento
  9. incapacità di disconnettersi dai social media

Chi sperimenta maggiormente la FOMO?

  1. Chi usa spesso i social media. La costante consapevolezza di ciò che fanno gli altri attraverso i social media non fa che peggiorare la FOMO. Gli aggiornamenti e le notifiche distolgono l’attenzione dai nostri obiettivi e valori di vita e la concentrano sul successo e la felicità degli altri. Di conseguenza, puoi ritrovarti a confrontare regolarmente la tua vita con quella degli altri, il che può danneggiare l’autostima e causare ulteriori sentimenti di FOMO.
  2. Persone che soffrono di depressione. Sentirsi insoddisfatti della propria vita e della propria situazione può aumentare il rischio di sperimentare la FOMO
  3. Millennials e adolescenti. I sentimenti di FOMO sono più comunemente segnalati nelle persone di età compresa tra i 18 e i 33 anni. Inoltre, poiché gli adolescenti e i millennials utilizzano i social media più degli altri, possono essere più inclini a subire maggiori scompensi d’umore
  4. Persone con ADHD. ADHD e FOMO possono alimentarsi a vicenda. Le persone con ADHD spesso trovano difficile distogliere l’attenzione dai social media e la paura di perdere qualcosa può spingerle a interagire di più sui social media. Si crea così un circolo vizioso.

L’uso del cellulare rende più facile che mai, soddisfare il nostro bisogno di scoprire ciò che ci manca. Tuttavia, una volta soddisfatti, la soddisfazione è di breve durata e il ciclo della FOMO ricomincia.

Le persone che utilizzano molto i social media e gli smartphone riferiscono più spesso la FOMO, ma è importante notare che questo non è necessariamente correlato all’età o al sesso.

In altre parole, la FOMO può colpire tutti i gruppi della popolazione e i sintomi sono spesso gli stessi. L’afflusso costante di foto, inviti e post sui social può facilmente provocare l’assillante sensazione di FOMO, che può trasformarsi in infelicità, depressione, ansia, problemi di attenzione e persino riduzione del benessere psicologico.

Se pensi di soffrire di FOMO, ricorda che non sei l’unico/a. La Fear Of Missing Out può essere un campanello di allarme per la presenza di patologie o di stati psicologi di sofferenza.

Presso il Centro Psicodiagnostico Italiano puoi ricevere una diagnosi ed essere indirizzato/a verso il trattamento più adeguato per te.

Domande frequenti​

Trova le risposte alle domande più frequenti.

Se hai ancora dubbi o domande, siamo a tua disposizione. Contattaci!

Diverse ricerche in ambito scientifico hanno rilevato tassi elevati di efficacia della psicoterapia online.

Tuttavia, per contrastare l’indebolimento dei rapporti umani, il ritiro sociale e la distanza fisica che la pandemia ha prodotto, presso il Centro Psicodiagnostico Italiano è caldamente promossa la presenza della persona in visita.

Ciò non toglie la possibilità di effettuare le visite online, ma tenute come seconda scelta.

Per contrastare la distanza interpersonale, per primi i professionisti della salute dovrebbero accorciare le distanze, sostenere la relazione di cura.

Risulta estremamente efficace poter coinvolgere il sistema relazionale con cui la persona si interfaccia nella sua quotidianità. In particolare offrire una mediazione tra le diverse figure che ruotano attorno al paziente, e che ne influenzano inevitabilmente lo stato psichico, si rivela molto funzionale.

Sì, è possibile. Informati bene rispetto a cosa richiede la tua assicurazione per poter rimborsare la spesa. Indicherai poi alla segreteria le voci da inserire in fattura, necessarie per farti ottenere il rimborso dall’assicurazione.

Il terapeuta viene selezionato sulla base delle competenze più adeguate per il trattamento della specifica sintomatologia e rimarrà costante per tutto il periodo del trattamento.

Lo screening è un colloquio online gratuito con uno psicologo dell’equipe e serve per farsi aiutare nella scelta del percorso migliore da intraprendere. La diagnosi invece un percorso strutturato di 4 incontri online oppure in presenza, con uno psicodiagnosta dell’equipe, che serve per andare a individuare attraverso diversi strumenti tra cui colloqui clinici, test standardizzati e diagnosi differenziale per valutare con precisione il quadro diagnostico.

Diamo la possibilità, a tua scelta, di organizzare sedute a distanza oppure in presenza.

Il Centro è presente online e in diverse sedi sul territorio italiano che puoi trovare nel footer del nostro sito.

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